Centro sinistra al lavoro per un programma e una coalizione inclusiva


 In vista delle elezioni regionali del 2018, nella sede del Partito Democratico a Campobasso, si è riunito il tavolo della coalizione di centrosinistra indetto dalla Segreteria regionale del PD.

Alcuni punti iniziali, di metodo e di merito, al centro della prima discussione, sui quali si è registrata la più ampia convergenza di intenti:visione, inclusione, programma e lavoro. Ma anche umiltà, impegno e responsabilità. Da qui, il riconoscimento rispettoso e reciproco degli interlocutori politici presenti al tavolo e la volontà comune di elaborare una piattaforma programmatica chiara e condivisa tra gli alleati, incardinata su interventi capaci di favorire il rilancio dell’economia e l’aumento dell’occupazione, non dimenticando lo spirito solidaristico che dovrà guidare ogni azione futura.

 VISIONE. La cornice valoriale di riferimento èl’Europa e il rafforzamento del suo peso istituzionale e solidaristico. L’auspicio è contribuire da ogni territorio a questa marcia, evitando derive ultranazionalistiche, rinascere di desideri di confini e paure di diversità. Il voto di ieri in Germania deve farci riflettere tutti. Anche dal Molise va lanciato un segnale chiaro: il percorso e l’esito elettorale devono spingere verso quei desideri e quelle speranze di maggiore uguaglianza e vicinanza, condividiamo le sfide di una transizione difficile sul piano demografico, socioeconomico e culturale.

 INCLUSIONE. Nel merito del confronto, i rappresentanti dei partiti della coalizione di governo, hanno evidenziato la necessità di ripartire dalla compagine politica che nel 2013 portò il centrosinistra alla vittoria contro il centrodestra ed il movimento 5 Stelle, che restano i due maggiori avversari politici.

 Per questo, resta ferma la volontà del tavolo di interloquire con tutti i soggetti politici che hanno contribuito a costruire l’alleanza che quattro anni fa ha portato il centro sinistra alla guida della Regione. E andare oltre. 

“I paesi molisani si sono spopolati e quelli che sono rimasti hanno patito l’isolamento culturale. Sempre tra loro, capaci sì di trovare qualcuno in piazza, ma non in grado di guardare oltre”.  Non si vuole che, a furia di arroccarci per temperamento o convinzione – e questo sarebbe ancora sano – o per tatticismo e cinicità – e questo sarebbe imperdonabile – alla chiusura dei singoli pezzi del centrosinistra segua una chiusura politica ancora più negletta. Quella della consegna o della riconsegna al passato politico del centrodestra, con una rinnovata guida ancora più pericolosa, quella di chi guarda al nostro Sud con approccio supponente, o quella di chi finta dopo finta prova a far credere che una S.r.l. e una finta primaria in rete sia il prologo per la vera libertà.

 Per questo l’appello all’unità di tutti è reale e non formale, sentito e forte.

 Compito primario del tavolo di centro sinistra sarà pertanto quello di costruire un’alleanza tra partiti e movimenti più ampia possibile, aperta al contributo della società civile e di tutti coloro che si riconoscono nel sistema valoriale del centrosinistra. Una coalizione capace di guardare al centro e a sinistra, anche oltre i movimenti e i partiti tradizionali, alle molteplici forme associative e ai singoli cittadini che vogliono tornare a partecipare e contare. Ma anche capace di apprezzare e valorizzare il lavoro istituzionale e amministrativo di quanti, in questi anni, si sono spesi per un governo competente del territorio.

 Dunque, nessun veto e nessuna preclusione nei confronti di nessuno, nemmeno nei confronti degli amici che fanno capo all'Mdp, al quale il tavolo rinnova l’invito per un momento di confronto ampio e responsabile, utile a superare le divergenze e mettere al centro della discussione l’interesse generale del Molise.

 Sulla scorta di queste premesse, il tavolo politico riunito in via Ferrari ha elaborato i primipunti programmatici sui quali costruire la più ampia convergenza di intenti:

 LAVORO. Stella polare del programma elettorale del centro sinistra sarà l’occupazione, in particolare giovanile e femminile, e il rilancio delle imprese. Su questo binario, si registrano i primi importanti avvisi di inversione di rotta, dopo oltre dieci anni di recessione. Incoraggianti sono infatti i segnali che arrivano dall’andamento degli indicatori principali (crescita e occupazione) ma anche dalla vivacità che si respira dopo la pubblicazione dei bandi per il finanziamento dell’area di crisi e quelli rivolti al resto del territorio regionale, del Psr e della programmazione addizionale che certificano una capacità di ripresa che andrà corroborata dalle agevolazioni fiscali previste dalla Zona Economica Speciale, dalle risorse addizionali del Piano sud Molise e dalle misure previste dal decreto per il Mezzogiorno. Sostegno all’autoimprenditorialità, innovazione, incentivazione delle startup, incoraggiamento alla formazione professionale continua e lotta al precariato sono gli obiettivi per ammodernare ed efficientare l’intero sistema produttivo regionale, che va sospinto energicamente per intercettare la ripartenza sociale ed economica in atto su tutto il territorio nazionale ed europeo. L’abbassamento della pressione fiscale regionale, con un primo segnale simbolico, e la decisa marcia riformista per la riduzione della presenza del sistema pubblico regionale nelle imprese e in ramificazioni di soggetti non produttivi va ulteriormente favorita.

 Nelle famiglie che sentono i segni dellapovertà e che oggi ancora non avvertono la ripresa dovrà giungere forte una rinnovata speranza di un lavoro “vero”, dignitoso e soddisfacente.

 Altri punti della piattaforma programmatica, aperta alla collaborazione di tutti, e che verrà discussa in modo franco, sono solidarietà, cultura, ambiente. Saranno i capisaldi sui quali concentrare i maggiori sforzi nei prossimi cinque anni, partendo dai primi risultati positivi registrati negli ultimi mesi. Elementi di ripresa ancora ancora deboli, che per questo vanno sostenuti con solide e mirate azioni di governo.

Assistenza socio-sanitaria pubblica e qualità dell’offerta privata, del sistema delle cooperative sociali e delle eccellenze, possono convivere con equilibrio, portando risultati sul piano dei servizi ai cittadini, completando il percorso riformatore con un’accelerazione dell’impiego stabile di personale qualificato. Solo così si potrà uscire dal primo doloroso tempo della riforma, per entrare in quello di una più efficiente qualità, in cui il miglioramento dell’attività sia percepito soprattutto dai più deboli.

UMILTÀ. Al termine del mandato elettorale, occorre dunque ripartire dalla volontà di analizzare con diffusa autocritica costruttiva sia i risultati che gli errori commessi negli ultimi quattro anni e mezzo dal Governo a guida centrosinistra. Ma anche dalla consapevolezza di una responsabilità collegiale sulla attuale situazione economica e sociale. Ancora condizionata da incertezza, recessione, mancate riforme, divisioni e debolezza delle strutture amministrative che, sul piano locale, non sono stati utili alleati per la marcia verso il rilancio del Molise. Che si voleva più deciso e veloce, ma che pure si è avviato ed adesso va sostenuto con coerenza, per non affievolire il percorso di ricostruzione iniziato. Da qui, con capacità di giudizio e umiltà, ma soprattutto con la necessità di rivendicare l’impegno profuso per invertire la rotta, si riparte. Senza pregiudizi e steccati, attraverso un'analisi serena, un perimetro aperto, un orizzonte lungo, grande responsabilità, uniti contro gli estremismi e le destre antidemocratiche a guida Salvini e Grillo.

Sarà l’atteggiamento che dovrà caratterizzare l’intera azione della coalizione di centro sinistra nel confronto tra alleati e nella futura proposta politica da sottoporre al giudizio dell’elettorato. Mettere da parte gli steccati ideologici, ridurre le distanze tra la base e gli eletti, partecipare le decisioni e lavorare, all’unisono, recuperando lo spirito di servizio in favore dei cittadini e non solo degli elettori. Che, forti del rinnovato coinvolgimento, potranno riconoscersi negli sforzi tesi all’innalzamento generale della qualità della vita e del vivere insieme. Con la parte politica chiamata ad ascoltare prima di proporre, ricercando la collaborazione e l’unità di intenti, prima di decidere nell’interesse generale dei molisani.

IMPEGNO. I presenti al tavolo del centro sinistra assumono l'impegno di lavorare insieme con responsabilità al fine di elaborare una proposta programmatica condivisa che porterà alla vittoria del centro sinistra alle elezioni regionali del 2018.



Il Molise ad Imola per la Festa Nazionale de l'Unità. Dal 23 e 24 settembre.



FESTA NAZIONALE DE L'UNITA' - IMOLA 23 E 24 SETTEMBRE

Sabato 23 Settembre

Ore 11.00 Partenza da Campobasso
Ore 12.00 Fermata a Termoli
Ore 17.00 Arrivo a Faenza e sistemazione in albergo
Ore 19.00 Serata presso la Festa Nazionale de l'Unità di  Imola.

Domenica 24 Settembre

Ore 11.00 Festa de L'Unità di Imola
Ore 17.00 Chiusura del Segretario Nazionale Matteo Renzi
Ore 19.00 Partenza
Ore 23.30 Arrivo a Termoli
Ore 00.30 arrivo a Campobasso

All'interno della festa ci sono stand e ristoranti.

https://www.partitodemocratico.it/festa/programma/

Il pernottamento sarà presso L'Hotel Cavallino
via Forlivese, 185
48018 Faenza (RA)

La quota totale comprensiva di sistemazione in albergo 4 stelle - stanza doppia e pullman è di € 60.00 a Persona.

Per info contattare Luca Iosue
3331753204 o inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PASSANTE DI TERMOLI. “CHE LA POLITICA SI ASSUMA LA RESPONSABILITÀ DI DECIDERE PENSANDO AL FUTURO DELLA CITTÀ". Ne parla Luca Iosue responsabile comunicazione del PD Molise



“Se a Parigi si fosse dato seguito alle proteste, oggi non ci sarebbero 7 milioni di visitatori in fila per la Torre Eiffel”
 
PASSANTE DI TERMOLI. “CHE LA POLITICA SI ASSUMA LA RESPONSABILITÀ DI DECIDERE PENSANDO AL FUTURO DELLA CITTÀ E DEL MOLISE SENZA FARSI CONDIZONARE DAI TRIBUNALI DI FACEBOOK”.
 
Per il Responsabile della Comunicazione della Segreteria del PD Molise Luca Iosue anche la variazione della tratta ferroviaria è strategica per il futuro dell’intero territorio molisano.
……………………………….
 
Se durante i lavori di costruzione della Torre Eiffel, l’amministrazione parigina avesse deciso di dare ascolto ai tantissimi oppositori dell’opera e alle centinaia di lettere di protesta pubblicate sui giornali, oggi non ci sarebbero 7 milioni di visitatori che ogni anno fanno la fila per salire su quello che è diventato il simbolo stesso di Parigi. 
 
Non è chiaramente il caso di Termoli, ma aiuta a rendere l’idea. Dispiace infatti assistere a strumentalizzazioni che non hanno nulla a che fare con le esigenze di sviluppo della città e, quindi, del Molise.
Mi riferisco al progetto di collegamento tra la zona portuale ed il lungomare nord, che restituirebbe alla cittadinanza migliaia di metri quadri pedonali, creando un Teatro che da troppi anni manca a Termoli, un parco, l'area attrezzata per bambini ed un giardino sul mare, impedendo l’accesso veicolare alla parte più bella e turistica, riqualificando zone degradate del centro cittadino, grazie ad un’opera strategica per la città di Termoli.
Immaginare una villa comunale al posto di un parcheggio in qualsiasi altro Comune sarebbe utopia, ma a Termoli potrebbe essere realtà. Come le auto che si muovano sotto il centro urbano, sostino in un parcheggio sotterraneo da 600 posti ed escano agevolmente dalla città, assicurando anche una notevole riduzione di emissioni.
Se i comitati non hanno interesse nemmeno a valutare le ricadute economiche del progetto, il cui costo sarebbe anche a carico della società realizzatrice, la politica ha invece l’obbligo di farlo. Decidendo se continuare ad interessarsi solo di buche e marciapiedi o guardare strategicamente al futuro di Termoli.
 
I dati sulle presenze nelle strutture ricettive finalmente fanno emergere il grandissimo potenziale della città e non credo che i grandi flussi turistici, ai quali Termoli ambisce, richiedano immobilismo e scontri politici. Le opposizioni fanno bene a contrastare quest’opera se il loro interesse è quello di rincorrere la protesta. 
Ma chi ha la responsabilità di Governare deve avere la lungimiranza di decidere sul futuro, anche contro i tribunali di Facebook. Il tutto nel pieno rispetto delle regole e dei ruoli. In primis del Comitato No Tunnel al quale non è mai stata negata la possibilità di lavorare al progetto e che, atti alla mano, non ha mai fatto registrare il diniego dell’amministrazione.
 
Addirittura, sul tunnel è stato richiesto un intervento al ministro Minniti, mentre personalmente lo avrei fatto per i dati preoccupanti contenuti nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia sulle infiltrazioni criminali in Molise. 
Agli stessi oppositori dell’ultima ora chiedo di fare un giro tra gli operatori economici di Termoli, quelli che ogni mattina alzano la serranda e producono ricchezza. Quelli che vedono e vivono quotidianamente le difficoltà del territorio. Ma anche di incontrare quei ragazzi che non hanno un lavoro e che, vedendo la politica distruggere qualsiasi cosa parli di futuro e di opportunità per un semplice gioco delle parti, credono sempre meno nelle istituzioni, accrescendo la volontà di andare via dal Molise. 
A loro andrebbe spiegato perché si rinuncia a fare investimenti sul territorio, buttando a mare le ricadute economiche e lavorative. Si abbia almeno il coraggio di dire: Termoli è bella e va bene così…mentre il resto del mondo corre e ci lascia indietro a crogiolarci nella nostra retorica e autoreferenzialità. 
 
E allora, che la Politica con la “P” maiuscola assuma le proprie responsabilità e decida nell’interesse di tutti e non solo di una parte, quella “contro tutto e tutti”, quella che vive solo dietro una tastiera e che magari non ha mai partecipato ad un consiglio comunale. Tenendo anche conto che un’opportunità del genere difficilmente tornerà ad affacciarsi nei prossimi anni. Così come il progetto di variazione della tratta ferroviaria adriatica che restituirebbe a Termoli chilometri quadrati di spazio ed eliminerebbe la "frattura" tra la costa e l'interno.
Questi sono treni che, come tanti altri nel passato, transiteranno per Termoli una volta soltanto. O ci saliamo e prendiamo la direzione del futuro o rimarremo immobili. E invece di agganciare la ripresa economica nazionale ed europea, continueremo ad essere il fanalino di coda e a piangerci addosso.
 

Regionali, il Pd convoca il tavolo di coalizione. Fanelli: invitati tutti. Intervista al Quotidinano del Molise



Il Pd c’è. E non solo batte un colpo, ma si pone alla testa del gruppo che si appresta alla scalata finale, verso la vetta rappresentata dalle elezioni del 2018. Le strategie sono ancora in atto, ma si sta per entrare nella fase calda. Quella delle scelte. E il Partito Democratico ha le idee chiare, sull’andatura con cui scalare, sui compagni con cui farla e sul metodo per la scelta del capitano. E’ questa l’idea di Micaela Fanelli, segretario regionale del più grande partito di centrosinistra molisano. A cui spetta l’onere di tenere unita la coalizione. E proprio per questo è stato convocato il primo tavolo in vista delle Regionali del 2018: ci sarà il 25 settembre. E sono stati invitati tutti, compresi i ‘dissidenti’ di Mdp.

Partiamo facendo un passo indietro. Come procede il lavoro nei circoli e a che punto è il percorso che si era stabilito nell’assemblea regionale?

“Abbiamo lavorato molto – ha esordito Micaela Fanelli – nel corso dell’estate e lo stiamo continuando a fare. Con un percorso di confronto sul territorio che, con le quattro Feste dell’Unità, ci ha portato ad incontrare moltissimi iscritti e simpatizzanti, con i quali abbiamo affrontato i temi di attualità politica nazionale e locale, ascoltando i loro giudizi e le loro proposte. Come segretario regionale del Partito Democratico ho inoltre incontrato e avuto contatti con i referenti di tutti i partiti e movimenti della coalizione di centrosinistra ed ho convocato il tavolo congiunto per lunedì 25 settembre in Via Ferrari a Campobasso, mentre la Segreteria si riunirà giovedì prossimo. Infine, dal 28 settembre, da Agnone, partirà un nuovo ciclo di incontri politici focalizzato sulla valutazione della situazione regionale, incontri articolati su base territoriale e basi tematiche, così come era stato deciso dall’Assemblea del PD. Dunque, prosegue il cammino, sia all’interno del partito che con gli alleati della coalizione”.

Dal dibattito estivo è emersa la volontà della base di tenere le Primarie? 

“Il percorso intrapreso non è altro che una grande mobilitazione della base del Pd. Un percorso democratico nel quale il metodo verrà valutato insieme alle altre questioni: programma e prospettive che ci uniscono, coalizione e inclusione, solo alla fine il metodo. Come è logico che sia. Dove vogliamo andare, con chi lo vogliamo fare e infine il mezzo che utilizzeremo. Come stabilito, come previsto in Assemblea, tutti i circoli verranno coinvolti (ovviamente aggregati per aree territoriali) e la discussione proseguirà nelle conferenze programmatiche, ampliando il confronto anche con gli alleati di coalizione e le forze della società civile. Perché anche questo punto – puntualizza la Fanelli – deve essere chiarito una volta per tutte. Nessuno ha detto di no alle Primarie, men che meno io che, in qualità di segretario, metto in pratica le decisioni assunte, democraticamente, dall’Assemblea, che si esprimerà al termine del percorso politico già avviato”.

Esistono candidati alternativi a Frattura?

“Nella prassi del Partito Democratico, è naturale che un presidente uscente riproponga la propria candidatura. Paolo Frattura, sempre nell’Assemblea di maggio, prima di chiedere il sostegno ha invitato tutto il partito a valutare il lavoro ed i risultati conseguiti. E ancora una volta sarà la base del partito ad esprimere il giudizio prima di assumere una decisione. Di altri candidati, senza voler alimentare polemiche, leggo solo i rumors sui giornali. È legittimo avere delle ambizioni, ma è necessario che le candidature siano formalizzate, per poter essere paragonate. Anche e soprattutto per rispettare il nostro Statuto, che prevede una specifica procedura per indire le primarie”.

Temete la discesa in campo Di Pietro come elemento di divisione o può essere un valore aggiunto per il centrosinistra?

“Mi auguro che continui ad essere, come lo è sempre stato, un valore aggiunto per il centrosinistra e che prosegua nel sostenerlo e farlo vincere insieme al Pd, sia a livello nazionale, sia locale. È un padre fondatore dell’Ulivo, è stato protagonista della politica nazionale, in Molise ha sempre sostenuto Frattura e la coalizione e il governo a guida Pd. Anche in questo momento Cristiano ne è parte fondamentale. E quando invoca l’unità dei fronti, ricorda a tutti la direzione che deve prendere la discussione tra le parti, che io sottoscrivo in pieno”.

Il deputato Danilo Leva, proprio su queste colonne, la scorsa settimana ha annunciato l’ipotesi secondo la quale in Molise esisterebbe un quarto polo, quello dell’Ulivo 2.0, alternativo al Pd di Frattura, Fanelli e dei centristi, al centrodestra e ai 5 Stelle. E’ verosimile?

“Ho già invitato Danilo Leva in rappresentanza anche dell’Ulivo 2.0 al tavolo del centrosinistra indetto il prossimo 25 settembre. Non è un atto formale. È ferma volontà del Partito Democratico di lavorare insieme, senza nessuno fuori. E questo è il polo del centrosinistra, il luogo dell’incontro, dove ricomporre le legittime differenze nell’interesse comune di tutti gli alleati e costruire insieme il futuro della nostra Regione. Perché il ‘nemico’ non è interno, ma esterno. E ha i suoi problemi, molto più grandi dei nostri. Basti pensare alla lotta tra Berlusconi e Salvini per la leadership nel centrodestra, che si ripropone anche a livello locale tra Michele Iorio e la galassia delle destre locali. O ai Cinque Stelle che, palesata la vocazione populista e aziendale, da finto movimento sono diventati a tutti gli effetti un partito politico, senza capire cosa vogliono fare per il paese e per il Molise. Per questo non dobbiamo cadere nell’errore di avvitarci sulle nostre differenti visioni e il lavoro comune deve essere sempre teso all’unione e non alla divisione, senza porre veti e senza individualismi. In Molise, la direzione del futuro è stata tracciata ed il lavoro è già iniziato da tempo: siamo in dirittura di arrivo per l’area di crisi complessa, primi a livello nazionale sulla zona economica speciale, i conti della Regione sono finalmente in ordine e il Molise ha agganciato la ripresa economica, che sarà sospinta dal Decreto per il Mezzogiorno. Possiamo avere idee diverse sul come, ma non sul che cosa. Lo sanno bene i nostri avversari che infatti da tempo hanno spostato il tiro dalla critica alla menzogna: un caso su tutti è quello dell’inchiesta Consip, dove si è tentato, senza riuscirci, di colpire Matteo Renzi. Ma ora la verità sta finalmente emergendo, così come i risultati conseguiti dal suo Governo e da quello di Gentiloni, che vanno oltre tutte le aspettative in termini di produzione, occupazione e ripresa nazionale.  Per questo, torno a ripetere, ho invitato convintamente Mdp al tavolo del 25 settembre, che d’altronde in altre Regioni sta raccogliendo positivamente l’invito del Pd, chiudendo gli accordi di coalizione. Mi auguro che questo sia possibile anche in Molise, così come stanno facendo gli amici di Lazio e Lombardia. D’altra parte Leva è stato colui che ha siglato l’accordo regionale con Rialzati Molise ed il gruppo di Pierpaolo Nagni. Oggi come allora, nel segno della continuità degli impegni sottoscritti anche da lui, al tavolo del centrosinistra sono stati invitati gli stessi alleati”.

L’onorevole Vennitelli ha presentato una piattaforma che partirà il prossimo sabato con l’obiettivo di riunire il centrosinistra. A chi spetta il compito di unire?

“Ogni contributo per unire la coalizione di centrosinistra, da chiunque venga, è ben accolto. In questo momento è importante lavorare costantemente e quotidianamente per questo, cercando di smussare le punte e stemperare i toni. Quindi, bene Laura, bene tutti gli altri che vanno in questa direzione. Ma se il compito di unire spetta a tutti, la responsabilità massima è del segretario del Partito Democratico. E oltre che un impegno formale per me è un grande dovere morale che avverto forte e antepongo alle aspettative individuali. Il percorso è tracciato e già intrapreso. Ora è il tempo dell’impegno e dell’unità nei fatti e non soltanto nelle dichiarazioni. Ognuno deve fare la sua parte all’interno della coalizione di centrosinistra, partendo da quello che è stato già realizzato. Che non è poco. Adesso – conclude Micaela Fanelli – costruiamo il futuro e facciamolo insieme”. mdi

La Festa di Imola, un pieno di idee e di persone in vista di #Italia2020

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“La festa è un ponte per il progetto che realizzeremo da qui al voto, per farlo con tutte le forze che vogliono lavorare con noi. Questa è una festa aperta. E prepara la conferenza programmatica che si terrà a Napoli dal 6 all’8 ottobre”. Così il vicesegretario del PD Maurizio Martina alla presentazione – oggi nella sede del PD al Nazareno- della festa nazionale de l’Unità che si che si aprirà a Imola il prossimo 9 settembre e verrà chiusa il 24 dal segretario Matteo Renzi.
 
“Ringrazio i volontari – ha detto ancora Martina – che rendono possibile questo miracolo. Le feste de l’Unità sono feste popolari, feste della buona politica. Le feste per noi sono un fatto politico”.
 
Il responsabile dell’Organizzazione Andrea Rossi ha riassunto le cifre della Festa: “600 volontari a sera, tremila in totale, 5 ristoranti, punti spettacolo gratuiti, 50 iniziative politiche, oltre 200 ospiti, 16 presentazioni di libri. C’è tutto il governo, a partire da Gentiloni” che arriverà il 16 alle 21.
 
Sarà un hashtag a dare anche il senso dei contenuti, quello di #Italia2020: “La festa è un pieno di idee e di persone per il treno del PD che parte il 25 settembre per il tour in tutta Italia ed è propedeutica alla Conferenza di programma del prossimo ottobre a Napoli. Discutiamo non solo dei mille giorni, ma anche del prossimo governo”, ha sottolineato Matteo Richetti responsabile della Comunicazione PD.
 
“In giro per l’Italia – ha detto Giuditta Pini Responsabile Feste PD – ci sono più di 2.000 appuntamenti che impegnano migliaia di volontari. La Festa nazionale sarà anche l’occasione per presentare il nuovo logo e un nuovo metodo per una gestione più coordinata delle Feste stesse”.
 
Vai al Programma della Festa nazionale de L’Unità di Imola

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