Energia Locale, assemblea amministratori PD a Torino. Intervento del segretario Micaela Fanelli



La parte dell'attività politica che amo di più è quando si lavora e discute dei problemi delle persone.
Senza populismi e pregiudizi.
Anche quest’anno partecipo a “Energia locale”, la convention che si sta svolgendo al Lingotto di Torino con i mille amministratori locali del Partito Democratico.
Competenza e buon governo le parole d’ordine che contrapponiamo all’incompetenza e all’estremismo delle destre e dei populisti.
Perché rappresentiamo la forza del cambiamento possibile e credibile, che poggia sulla concretezza delle cose fatte.

Qui ad 1h e 6.40 minuti l'intervento di Micaela Fanelli

Micaela Fanelli: “Raccogliamo l’invito del Presidente Mattarella per una campagna elettorale fatta di contenuti e non di colpi bassi”.



La lotta politica entra nel vivo e usa tutti i mezzi.
In queste settimane, in particolare, imperversano a livello nazionale e locale i sondaggi, spesso usati ad arte. Proprio nel momento in cui sono più utili ad una parte politica, ad orologeria vengono diffusi.
Guarda caso, dopo i buoni risultati ottenuti in rilevazioni riguardanti il gradimento nei social, ne appaiono altre che danno numeri esattamente opposti.
Non è facile per i cittadini distinguere e riconoscere informazioni significative da altre che non lo sono.
Mi chiedo, ad esempio, se risponde solo un cittadino su cinque, il dato finale è davvero oggettivo e rappresentativo?
Recuperiamo allora un modo corretto di confrontarci.
Non va nella giusta direzione chi prova ad orientare l’opinione pubblica in modo strumentale.
Non togliamo valore a una campagna elettorale che deve avere altri contenuti!
Raccogliamo e rilanciamo l'invito del presidente Mattarella: scriviamo una bella pagina e a facciamolo nel momento più alto della democrazia.

Micaela Fanelli
Segretario Pd Molise

Campobasso 4 gennaio 2018

L'augurio del PD Molise per Natale e il 2018.


È un Natale diverso, quello che ci accingiamo a vivere quest’anno.
Diverso perché, se la data delle elezioni di marzo sarà confermata, saremo chiamati ad uno sforzo ulteriore per il nostro Paese e la nostra Regione.
Quello di occuparci, anche in questi giorni di festa, delle persone. Dei loro problemi, delle loro speranze, della loro voglia di avere, finalmente, una classe politica capace di immaginare un futuro comune e non solo nell’esclusivo interesse dei singoli.
Anche a Natale, parliamo agli italiani e ai molisani di cosa abbiamo già fatto per loro, ad iniziare dalla manovra economica per il 2018, che crea le condizioni per abbattere ulteriormente il deficit e il debito in rapporto al pil. Maggiore lotta all’evasione fiscale, individuazione di risorse per non far aumentare l’Iva, per incrementare le detrazioni sui figli a carico, per rendere strutturalmente meno costose le assunzioni stabili di giovani. E ancora, il finanziamento per il nuovo contratto del pubblico impiego, il rafforzamento alla lotta alla povertà con un aumento dei fondi per il reddito d’inclusione, la conferma degli incentivi agli investimenti delle imprese e agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.

Tutto questo a una settimana di distanza dall’approvazione definitiva di una legge, quella sul testamento biologico, che rimarrà nella storia dei diritti civili in questo Paese.

Di questo dobbiamo parlare, anche durante le festività. Dei nostri risultati e delle nostre proposte.

Senza scendere al livello degli avversari, dei loro insulti, delle loro fake news, che certificano soltanto la loro insipienza politica e l’incapacità di proporre soluzioni reali, concrete, sostenibili.

La nostra forza sta nei nostri risultati di governo. Non dobbiamo dimenticarlo. E l’obiettivo è di smontare la disinformazione organizzata con i fatti, con gli obiettivi già raggiunti, con le proposte già messe in campo.

Uno sforzo comune, che come Partito Democratico possiamo e dobbiamo compiere.
Perché le prossime elezioni saranno una sfida a tre: tra chi, come il centrosinistra guidato dal Pd, in questi anni ha rimesso in piedi il Paese e può continuare, migliorandosi e impegnandosi in maniera sempre più forte, a farlo crescere tenendolo alla larga da avventurismi, burroni e salti nel buio; chi, come la destra, riporterebbe l’Italia all’instabilità finanziaria dei governi forza-leghisti del 2008-2011 e ad essere la Grande Inaffidabile d’Europa; e chi, come il M5S, semplicemente produrrebbe il caos e rischi ingenti per l’economia e i risparmi italiani tramite una miscela esplosiva di incompetenza, tracotanza e demagogia.

Siamo noi quelli che hanno permesso all’Italia e al Molise di uscire fuori dalla più grande crisi economica dal dopoguerra. Siamo noi quelli che hanno ridato speranza alle persone con i fatti e non con le promesse.
Siamo noi del Pd a dover essere orgogliosi di tutto questo.
La strada è tracciata, ed è quella giusta!

Auguri a Voi, alle vostre famiglie, ai vostri affetti più cari.
E auguri all’Italia e al Molise, più forti, più credibili grazie al nostro impegno, di cui dobbiamo andare tutti fieri.

Segreteria Pd Molise

Intervista al Segretario Fanelli del Quotidiano del Molise



Segretario Fanelli, al termine dell’anno quale bilancio è possibile tracciare per il PD del Molise?

“Concludiamo questo 2017 con la certezza di aver lavorato tanto, sia dal punto di vista politico, sia sul territorio. Come ogni anno la Segreteria ha elaborato un report delle attività svolte, consultabile sul sito del Pd Molise, dal quale emerge un partito vivo, profondamente radicato in ogni area territoriale, che non ha smarrito la voglia del confronto, dell’ascolto e della proposta.
Un partito, che resta punto di riferimento per ogni coalizione di centro sinistra, pronto a raccogliere la sfida delle prossime elezioni, certo di poter offrire all’Italia e al Molise una sinistra di governo e di servizio anche in futuro. Perché, come ha ben specificato il Premier Gentiloni, il PD non è solo la forza tranquilla in grado di governare, è soprattutto una forza responsabile”.

A Camere sciolte, qual è il suo giudizio a fine legislatura?

“Ancora una volta rispondo con le parole del capo del Governo: non abbiamo tirato a campare, anzi, abbiamo rilanciato l’Italia e anche il nostro Molise, ponendo solide basi per il futuro. E il merito maggiore va alle persone, agli italiani e ai molisani che per oltre dieci anni hanno sofferto le conseguenze di una devastante crisi economica, acuita dalle dissennate politiche del centrodestra, con la speranza fatta a pezzi dal più becero populismo che ha mirato solo a distruggere e non a ricostruire. L’argine al tracollo socioeconomico è stato innalzato dalla ferma volontà dei cittadini a non rassegnarsi, sostenuto dalle politiche economiche e sociali dei governi a guida Pd impegnati a costruire una rinascita economica e sociale che, finalmente, viene oggi certificata da organi credibili ed indipendenti, quali Svimez ed Istat.
È stato ridato fiato alle famiglie, penso all’estensione degli 80 euro voluti da Matteo Renzi a nuove fasce della popolazione, al Reddito di Inclusione, al bonus bebè, ai 500 euro ai diciottenni, agli sgravi fiscali anche per le aziende, al decreto per il Mezzogiorno. Ma quella che sta per concludersi, è stata soprattutto la legislazione dei diritti: Biotestamento, unioni civili, legge sul dopo di noi, leggi contro il caporalato, dimissioni in bianco, femminicidio, per il contrasto al consumo di suolo, la riforma del Terzo Settore, il divorzio breve, le nuove tutele per i minori non accompagnati, solo per citarne alcune. Mai tante riforme in un’unica legislatura, mai tanto coraggio e capacità nell’affrontare e risolvere problemi atavici per il nostro Paese, che finalmente non è più fanalino di coda in Europa e torna sulla scena mondiale con una rinnovata e solida credibilità politica”.

Qual è il suo pensiero sulla situazione politica regionale?

“Il Pd sarà determinante e vincente insieme ai suoi alleati. Siamo il partito più radicato, rappresentiamo il centro dell’alleanza a sinistra, nei fatti riformisti, progressisti, unico scudo alle politiche populiste e demagogiche del centrodestra, che tanto male hanno fatto all’Italia e al Molise. Soprattutto responsabile e capace di fare la differenza rispetto al nulla grillino e all’insipienza del centrodestra. Siamo gli unici a poterlo fare, nel vuoto politico e programmatico di tutti i nostri avversari, che altro strumento di lotta non hanno se non quello dell’insulto, nel tentativo di far dimenticare il fallimento delle loro politiche ed i disastri sociali causati a livello nazionale e locale.
Il Partito Democratico resta anche il baricentro di una grande coalizione che valica i confini politici e ingloba movimenti, associazioni, sindaci, rappresentanti dell’economia e della società civile che quotidianamente lavorano tra la gente e i suoi bisogni, con competenza e responsabilità.
Il Pd e i suoi alleati di centrosinistra saranno determinanti per la vittoria e tutti i recenti appelli che ci sono stati rivolti dimostrano come il nostro partito e i suoi alleati rappresentano la parte più ampia dell'elettorato regionale, la coalizione più solida e forte, che determinerà l'esito elettorale. E alla fine, ne siamo sicuri, questa grande forza di centrosinistra risulterà vincente”.

Come si fa a ricucire l’alleanza a sinistra?

“A sinistra ci si divide perché ci si scontra sul merito delle questioni, non sulle strategie utili alla vittoria. E questo è un grande valore. Ma adesso dobbiamo tornare ad essere uniti per non vanificare gli sforzi fatti dai molisani in questi anni.
Questo interessa ai cittadini e agli elettori della sinistra, non le legittime divergenze, sulle quali ora siamo tutti chiamati ad uno sforzo per la loro composizione in un programma elettorale credibile e condiviso”.  

Siete ancora per le Primarie?

“A mio avviso, i tempi ci sono e se davvero esiste la volontà di arrivare all’unità di tutta la sinistra, comprese le ali centriste della coalizione, le primarie restano il più grande strumento di democrazia partecipativa, che pone il pallino delle scelte finali nelle mani di tutti i cittadini elettori.
Se voluto da tutti, se ci sono candidati oltre al Governatore uscente, facciamole. Per il bene della coalizione di centrosinistra che, unita, può mettersi al servizio di tutti i molisani.
Alle persone non interessano le beghe interne e men che mai una sinistra dilaniata dalle incomprensioni personali. Insieme saremo più forti, più strutturati, gli unici capaci di scrivere un programma condiviso tra partiti, movimenti e società civile, sul territorio, tra la gente.
E alla fine, ne sono certa, le differenze saranno annullate ed il Partito Democratico, insieme a tutti i suoi alleati di centrosinistra, tornerà alla guida dell’Italia e del Molise.


Quali sono gli impegni e gli appuntamenti del Pd molisano nell’immediato futuro?

“Sui temi programmatici più importanti, abbiamo scelto alcune parole chiave per identificare il nostro impegno. Non solo sulle cose da fare, ma anche a partire dalla concretezza di quelle già realizzate. Innanzitutto lotta alla povertà assoluta e miglioramento delle condizioni delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese e, in alcuni casi, non riescono nemmeno a sfamare i propri figli. Come dimostrano gli ultimi dati Istat, condizioni di disagio estremo presenti sia al Nord che al Sud, che per noi rappresentano la prima sfida, il primo obiettivo dopo la riposta data con il reddito di inclusione, che abbiamo già presentato pubblicamente a Bojano.
Seconda parola: Lavoro, ne parleremo presto con Cesare Damiano. Ripresa deve significare non solo aumento dell’occupazione (voglio ricordare che oggi il Molise è al primo posto tra le regioni del Mezzogiorno, con il 3,6 % in più di occupati rispetto lo scorso anno) ma anche contribuire a diminuire la differenza tra i redditi. Più lavoro deve tradursi in più reddito per le famiglie, più stabilità, più possibilità di poter soddisfare i propri bisogni.  E questo sarà possibile grazie al sostegno offerto dall’area di crisi e dalla zona economica speciale, in una prima risposta capace di rilanciare attraverso l’innovazione e la ricerca le vecchie e nuove realtà imprenditoriali. Ma anche scommettendo sui bacini occupazionali che nasceranno nel settore ambientale e delle aree interne, quali ad esempio il costituendo Parco del Matese, sul quale il Pd del Molise ha lavorato con tutte le sue forze e che oggi vede, finalmente, la strada spianata dopo il suo riconoscimento nell’ultima Finanziaria.
Ancora, cooperative del terzo settore e forza trainante dell’associazionismo che riesce a cogliere e soddisfare i bisogni delle persone là dove lo Stato è in affanno, un patrimonio di altruismo e capacità che va riconosciuto e sostenuto.
Quindi legalità, per bloccare le infiltrazioni criminali nella nostra regione di cui parleremo con Gennaro Migliore a Larino.
Infine beni comuni, per ragione di servizi efficienti, di acqua, di trasporti, di miglioramento della pubblica amministrazione, molto spesso zavorre sulle spalle delle imprese e dei cittadini che soffocano la ripresa e quindi l’occupazione. Tema che affronteremo, sempre a gennaio, insieme ad Angelo Rughetti.
Questi i capisaldi del nostro programma elettorale, partecipato, chiaro, sostenibile.
Nell’attesa di poter avere notizia di quello dei nostri avversari, di cui ancora non abbiamo letto una sola parola, né tantomeno visto un’iniziativa, se non quelle che riguardano ruoli e poltrone”.

Quale augurio si sente di fare ai Molisani?

“Di non mollare, di continuare a volere e lavorare per un Molise e un’Italia più giusti, forti, solidali. Il Partito Democratico è stato e resta al loro fianco. Non perdiamo la speranza, ma uniti costruiamo insieme il nostro futuro.
Ieri ho assistito ad una splendida rivisitazione della sempre attuale tragedia greca di Antigone.
Mi è servita a ricordare come il governante che usa hybris (tracotanza, insolenza, prevaricazione), sbaglia. Ci vuole responsabilità e umiltà. E anche tanta generosità. Le avremo.
Questa è l’unica promessa che mi sento di fare ai molisani.
Che il 2018 sia l’anno dell’impegno e della serenità, per tutti”.

Intervista di Primonumero a Luca Iosue, Responsabile Organizzazione PD Molise


Ruta o Patriciello? Iosue sceglie di tenerli entrambi. E per Frattura ha due rimproveri
«Per vincere le elezioni non bastano i voti della sinistra ma servono anche quelli del centro moderato». Luca Iosue, membro della segreteria regionale del Pd e responsabile dell’organizzazione partitica, apre a Ulivo 2.0 ma allo stesso tempo pone un freno a quei tesserati che si candideranno contro. «Sono automaticamente fuori dal partito.


di Alessandro Corroppoli

 
Luca Iosue, 32 anni, membro della segreteria regionale del Partito democratico e responsabile dell’organizzazione, comunicazione e tesseramento del partito, è un libero professionista, «sono una partita Iva», che spera ancora nella ricucitura con Ulivo 2.0 ma non rinuncia ai voti di Rialzati Molise. «Senza l’appoggio del centro non si vincono le elezioni, lo sanno anche Ruta e Leva». Ma allo stesso tempo è irreprensibile con gli iscritti al Pd che si «candidano contro il loro partito sono automaticamente fuori dallo stesso».


Intorno alla nuova legge elettorale regionale c’è stato un grande dibattito. Il Pd avanzava la proposta dei tre collegi che è stata bocciata. Ne è uscito più sconfitto il partito o il Presidente Frattura che ha sostenuto la proposta?
«Penso che non ci sia nessun sconfitto. La nostra era una proposta assembleare, l’abbiamo portata al vaglio del Consiglio regionale ben consci che ci saremmo dovuti scontrare con il resto della coalizione, e sapendo bene che come Pd non siamo la maggioranza della coalizione che sostiene il governatore. Oggi dobbiamo lavorare sulla legge che è stata votata, trovare i candidati migliori e costruire una lista competitiva».

Il tema politico di questi giorni è incentrato sulle alleanze. Da un lato Cotugno e Patriciello e dall’altro Ulivo 2.0. Chi butta dalle torre?
«Perché, sono alternativi tra loro?»

Cosa vuol dire con questa sua risposta?
«Oggi è molto propagandistico e facile dire "non vogliamo Cotugno e Patriciello". Chi è stato il segretario regionale del Pd che ha politicamente costruito questa alleanza? Danilo Leva. Chi si è fatto garante della stessa? Il senatore Roberto Ruta. L’attuale dirigenza del Pd ha ereditato questa situazione, non creato. Fatta chiarezza su questo punto, mi auguro che sino alla fine si riesca a trovare una sintesi. Senza dimenticare, però, che non bastano solo i voti della sinistra per vincere le elezioni ma c’è bisogno dei voti del centro e dei moderati. È questo lo sanno bene sia Leva che Ruta».

Non è troppo tardi per indire le primarie come metodo di scelta per il candidato Presidente?
«Siamo nei tempi per indire le primarie, basta solo volerlo davvero. La proposta di indire le primarie fatta dalla Fanelli a Termoli qualche giorno addietro, nasce dal deliberato dell’assemblea regionale del maggio scorso quando Roberto Ruta e la minoranza del partito proposero le primarie per la scelta del candidato presidente. La maggioranza non rispose no. Le primarie vennero prese in considerazione e messe come punto di discussione nelle varie conferenze programmatiche, incontri nei circoli e discussioni con i dirigenti territoriali. Ora vengono rifiutate dalle stesse persone che le volevano, non è alquanto contraddittorio? Le primarie sono l’ennesimo invito e apertura che viene fatto ai rappresentanti di Ulivo 2.0. Già un mese fa vennero invitati al tavolo del centrosinistra e disertarono».

Perchè secondo lei?
«Perchè vogliono imporre dei paletti. Ad esempio, la scelta del nostro candidato Presidente. Ma le primarie servono proprio a mettere in campo i candidati migliori: noi non metteremo bocca se il loro candidato sarà Ruta o un’altra persona. Ma allo stesso tempo non accettiamo che scelgano anche il nostro».

Quindi sarà Frattura il vostro candidato?
«Se vi saranno le primarie, Paolo Frattura sarà uno dei candidati e verrà sostenuto dalla maggioranza del partito. Altri democraticamente voteranno per altri candidati. Se le primarie non si svolgeranno, è naturale e logico che il Presidente uscente, al termine del suo primo mandato amministrativo, sia il candidato in pectore della coalizione».

Cosa pensa di quegli iscritti al Pd che si candideranno contro il Pd, vanno recuperati o espulsi dal partito?
«L’obiettivo, ripeto, è quello di trovare la sintesi tra le due anime. Tra noi e Ulivo 2.0. Ma qualora iscritti, dirigenti o amministratori del Pd dovessero candidarsi contro il proprio partito saranno fuori dallo stesso. Questo non lo dice Luca Iosue ma lo statuto del Pd. Siamo un partito che ha delle regole che vanno rispettate. Come dirigente sarò irreprensibile in questo, e farò il possibile per farle rispettare e applicare».

Nei tre collegi maggioritari per il Parlamento saranno in campo i big del partito regionale?
«Sicuramente ci saranno i big del partito, ma molto dipenderà anche dalle alleanze che si andranno a formare a livello nazionale e che giocoforza sono da tener conto anche in Molise. Ma non saranno candidature chiuse ai soli partiti. Si valuterà, anche, la possibilità di candidare anche esponenti della società civile».

Cosa pensa della possibile candidatura a premier regionale nel centrodestra di Enzo Di Giacomo?
«Difficile pensare a Di Giacomo come esponente della società civile quando si viene sostenuto dalla Lega di Salvini, dai sovranisti e dalla destra più estrema che fanno del populismo e della discriminazione il loro pane quotidiano.
 
E poi, sentir parlare di Governo di svolta pubblica dagli stessi esponenti politici che hanno indebitato il Molise fino al collo è alquanto surreale».

Cosa rimprovera all’attuale maggioranza di Governo regionale?
«Al Governo regionale rimprovero essenzialmente due cose. La prima di non aver osato di più nelle scelte in tema di lavoro e di occupazione: se da un lato sono stati utilizzati tutti gli strumenti per cercar di aumentare il livello occupazione regionale, dall’altro bisogna tener conto che non è stata ricreata la speranza nelle giovani generazioni. L’altro rimprovero riguarda la cattiva comunicazione. Si poteva e fare di più in tal senso: oggi, ad esempio, in pochi sanno del lavoro di risanamento certosino fatto per rimettere in sesto le casse regionali dall’enorme debito ereditato da Iorio e dal centrodestra».

Cosa rimprovera invece al Pd?
«Rimprovero la poca testardaggine e la poca "cattiveria" in determinate occasioni. Dico questo tenendo ben presente che il Pd non è un partito che fa opposizione che si limita, il più delle volte, a dire solo no. Il Pd è un partito che va oltre l’individuazione del problema o della contrarietà, cerca di trovare delle soluzioni e di risolvere i problemi».

Una delle accuse più frequenti riguarda l’appiattimento del Pd sulle posizioni della maggioranza regionale.
«È una accusa alla quale rispondo dicendo che il Pd, e il suo gruppo dirigente hanno risolto molti problemi alla maggioranza regionale».

Una cosa di cui va fiero, invece?
«Uno dei meriti della segreteria di Micaela Fanelli è quello di non aver messo voce nelle nomine dei vari consigli d’amministrazione degli enti sub regionali. Ma anche nella nomina del quarto Assessore dove tutti davano per imminente la nomina della Fanelli. Spero che anche altri partiti prendano esempio da noi e si inizi a mettere un freno al carrozzone di nomine degli "amici"».

Luca Iosue sarà uno dei candidati alle prossime regionali?
«Non credo. Ci sarà sicuramente una valutazione all’interno del partito, ma qualcuno deve pur organizzare la campagna elettorale, gli appuntamenti, gli incontri e il partito stesso. E poi, nonostante la mia giovane età, sono stato già candidato al Camera dei deputati del Parlamento a 27 anni e al comune di Campobasso. È giusto anche dare spazio ad altri».

(Pubblicato il 21/12/2017)

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