IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE SUI VACCINI OBBLIGATORI PRESENTATA DAL PARTITO DEMOCRATICO



IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE SUI VACCINI OBBLIGATORI PRESENTATA DAL PARTITO DEMOCRATICO
Fanelli e Facciolla: “Superata l’incertezza su un tema di estrema importanza per la salute pubblica. Il miglior modo di iniziare il nuovo anno scolastico”.

------------------------------Il Consiglio regionale, con il solo voto contrario dei consiglieri Cinque Stelle, ha approvato la legge proposta dal Partito Democratico che stabilisce l’obbligo vaccinale nella Regione Molise e l’obbligo di certificazione dello stesso, superando in questo modo l’incertezza in questi mesi creata su un tema di estrema importanza per la salute pubblica.

“Con grande maturità i consiglieri del Partito Democratico e i consiglieri di maggioranza guidati dal Presidente Toma hanno discusso e licenziato un testo che fa finalmente chiarezza sui vaccini, stabilendo in modo inequivocabile che in regione Molise la legge nazionale “Lorenzin”, che ha previsto l'obbligo vaccinale e la relativa certificazione, venga da subito applicata nella nostra regione, senza dilazioni ulteriori o atti sostitutivi – il commento a margine della votazione dei Consiglieri regionali PD Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla – Una certezza soprattutto per i dirigenti scolastici, che si erano chiesti che valore potesse avere la circolare del Ministro della Salute Grillo in contrasto a una legge dello Stato. Non c’è la possibilità di iscriversi e frequentare le scuole sulla scorta di una semplice autocertificazione! Si è dovuta fare una legge regionale perché la confusione originata a Roma è tutt’ora enorme. Si attende un emendamento alla bozza del decreto Mille-proroghe e non si sa neanche bene quale, essendosene susseguiti diversi, ivi inclusa la proposta dell’obbligo-flessibile, che già solo a sentirsi crea confusione.  Bene quindi il risultato di oggi. Ma ora lavoriamo anche alle norme attuative per ampliare informazione, sensibilizzazione, per rafforzare il coinvolgimento dei pediatri e la vaccinovigilanza. L’innalzamento della percentuale dei vaccinati si ottiene infatti anche con questi strumenti integrativi e complementari, ma intanto precisando che vaccinarsi è obbligatorio, senza equivoci, contribuendo a mantenere chiaro nell’opinione pubblica questo indirizzo. Non vi sono, altresì, dubbi sulla costituzionalità della disposizione, poiché qualora intervenissero norme primarie nazionali in contrasto con quanto previsto dalla legge regionale, le norme nazionali prevarrebbero in una sorta di recepimento automatico nell’ordinamento regionale, cioè senza bisogno di tornare sul punto. Questo al fine di evitare impugnative e anche per raccogliere le indicazioni venute dal “legislativo” regionale.

Un risultato importantissimo, per cui ringraziamo la maggioranza, che pone il Molise all’avanguardia nazionale, insieme a poche altre regioni che come noi hanno avuto a cuore la salute dei nostri studenti, dei nostri figli e di tutta la nostra comunità. Perché, come ha ricordato anche il Presidente della Repubblica Mattarella, non possiamo diffidare della scienza. E chi lo fa, magari pensando di superarla con un’autocertificazione per fare contento lo sparuto drappello dei No Vax, sbaglia.

E questo è il miglior modo di iniziare il nuovo anno scolastico: in bocca al lupo ragazzi. Studiate sodo e realizzate tutti i vostri sogni”.

Campobasso 11 settembre 2018
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Martina: È ora di tornare in piazza contro il governo dell’odio



Intervista al segretario Pd: “In chiave europea bisogna unire le forze, da Macron a Tsipras su un chiaro progetto di cambiamento sociale e democratico. Non c’è sovranità italiana senza lo scudo europeo”, di Alessandra Longo, La Repubblica

«Penso che sia venuto il momento di chiamare ad una mobilitazione nazionale gli italiani che non si rassegnano a vedere questo Paese in preda ai seminatori di odio. Il Pd fa un passo avanti e chiede a tutti di fare altrettanto. Il Pd rilancia il suo impegno anche con la piazza del 29 settembre, a Roma, (probabilmente piazza del Popolo,ndr). Sarà “la piazza per l’Italia che non ha paura”. Possiamo e dobbiamo costruire una prospettiva di speranza per il Paese».

Maurizio Martina assicura che ce la sta mettendo tutta per connettere il partito con i milioni di elettori che si sono allontanati: «Per quel che mi riguarda, basta con i politicismi e l’autoreferenzialità, si riparte dalle persone e dalle loro necessità». Messaggio unitario, allargato. Il nuovo Pd, secondo il segretario, deve raccogliere tutte le energie e le sensibilità alternative alla deriva sovranista, «da Macron e Sanchez a Tsipras», per intenderci sui riferimenti europei.

Segretario, il popolo di centrosinistra si attendeva da tempo un segnale di vita. A Milano, per l’incontro Salvini-Orban, si è visto quanta voglia di partecipazione ci sia.
«Milano è stato un segnale chiaro che va colto. Proprio per questo promuoviamo una manifestazione nazionale a Roma, chiamando a raccolta persone ed energie, come tappa essenziale del nostro lavoro. Tanti lo chiedono. Insieme dobbiamo costruire un’alternativa al governo, un progetto unitario, un pensiero nuovo. Il momento lo impone. Lega e Cinque Stelle stanno demolendo i sacrifici fatti dagli italiani. L’Italia sta diventando la frontiera più delicata del futuro europeo. Affronteremo un autunno rischioso dal punto di vista economico e sociale. L’attuale governo maneggia con una superficialità disarmante questioni che hanno a che vedere con la fatica che la gente ha fatto in tutti questi anni di crisi».

Conosce le critiche: il momento è grave, il Pd sembra anemico, il segretario è una degnissima persona ma non basta questo a riprodurre «il sogno» collettivo di cui ha parlato Veltroni su “Repubblica”.
«Sono abituato all’autocritica però sono anche consapevole e determinato a fare fino in fondo la mia parte. Sento tutta la responsabilità di questa fase. Da Genova a Catania da Taranto ad Amatrice, io vado dove è giusto che sia il Pd. Non siamo anemici, vogliamo combattere. La sfida è collettiva e una leadership senza comunità non va da nessuna parte. Con la manifestazione del 29 settembre, lanciamo un messaggio di riscossa ai tanti italiani che aspettano il passo avanti. Non è più il momento solo di dire ma di fare. Il Pd deve buttarsi corpo a corpo, fisicamente, nel Paese reale, là dove si manifestano i bisogni, e offrire la piazza a chi vuol lavorare insieme per la speranza contro l’odio».

La candidatura di Zingaretti come la vede?
«Tutte le candidature, certamente anche quella di Nicola, sono un contributo fondamentale».

Zingaretti immagina un partito popolare non elitario, il modello non è Macron.
«Facciamo un passo avanti. In chiave europea bisogna unire le forze, da Macron a Tsipras su un chiaro progetto di cambiamento sociale e democratico. Non c’è sovranità italiana senza lo scudo europeo. Alle elezioni 20191a discriminante sarà secca: da una parte chi vuole la nuova Europa dei cittadini, dei popoli e della sovranità condivisa e dall’altra chi vuole la distruzione del progetto con il ritorno dei nazionalismi. L’alternativa a Salvini la dobbiamo costruire prima di tutto noi , dentro i nostri confini».

Ma questo benedetto congresso quando lo fate?
«Il congresso dal punto di vista progettuale è già aperto. A fine ottobre avremo il Forum nazionale a Milano e prima diverse iniziative che arricchiranno questo lavoro. Chiedo a tutti di portare idee, non divisioni. E penso serva anche la piazza, la presenza collettiva. La manifestazione del 29 risponde al carattere straordinario della situazione».

Si è aperta una questione democratica.
«Assistiamo ad un’involuzione del discorso pubblico. La destra investe sulla rabbia, il rancore, per alimentare altra rabbia e altro rancore. C’è una frase grezza di Steve Bannon, l’ex guru di Trump, che spiega bene la strategia: “Quando c’è un problema, inondalo di merda”».

Testuale?
«Sì, testuale. Nel nostro Paese sta accadendo proprio questo. Dove c’è il problema non cercano la soluzione ma lo inondano di tutto ciò che può alimentare rabbia e divisione. Di fronte a quest’ansia distruttiva, che rischia di far saltare il Paese, il Pd ha una ragione in più per scrollarsi di dosso le difficoltà e gettarsi corpo a corpo in questa sfida cruciale».

ALFREDO MARINI È IL NUOVO SEGRETARIO REGIONALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI.






Domenica 5 Agosto 2018, a Campobasso, presso la sede del PD Molise si  è tenuto il Congresso Regionale dei Giovani Democratici del Molise.

L'Assemblea ha eletto nuovo Segretario Regionale il ventunenne Alfredo
Marini di Termoli.
La proposta politica di Marini mette in primo piano l'impegno per il
Molise del futuro nel contesto degli  Stati uniti l'Europa e la
riforma interna dell'Organizzazione giovanile.
Il percorso congressuale si è sviluppato all'insegna dell'inclusione e
dell'unità.
Importante e qualificata la rappresentanza femminile.
Con l'inizio del mandato del Segretario Marini inizia un percorso
rinnovato che ha come obbiettivo  la valorizzazione dei giovani, dei
loro progetti e delle loro idee all'interno del Partito Democratico.
Durante i lavori dell'Assemblea si sono avvicendati  interventi pieni
di contenuti, sui temi di maggiore interesse del momento, nel
desiderio di ridare slancio all'attività del partito democratico e
della giovanile.
Hanno portato il loro saluto al congresso i consiglieri regionali del
PD, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli dimostrando disponibilità e
attenzione rispetto alle istanze del rinnovato gruppo dei giovani.
 Marini ringrazia il Segretario uscente Renato Freda e tutti i
dirigenti uscenti," senza il loro apporto e lavoro non sarebbe stato
possibile ripartire".
La  Segreteria Regionale sarà nominata dal nuovo Segretario entro la
prossima settimana.

Campobasso 6 agosto 2018



Terremoto, il Pd vicino alle popolazioni colpite. Martina: “Adottare in fretta le misure d’emergenza”


“Vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite in Molise dal terremoto del 14 e del 16 agosto e che in questi giorni continuano a essere fortemente preoccupate per le scosse che proseguono”. Lo afferma il segretario del Pd, Maurizio Martina, che aggiunge: Sindaci e Protezione Civile stanno lavorando al massimo. Un grazie va alla macchina amministrativa e dei volontari che sta funzionando”. “Ma ora – spiega – occorre che il Consiglio dei ministri decreti presto lo stato di emergenza per consentire gli interventi necessari. Servono anche le dotazioni finanziarie per aiutare i territori a fronteggiare le ordinanze di sgombero, per rimuovere i pericoli che incombono. Noi siamo vicini alle istituzioni regionali e a chi si sta adoperando, ma chiediamo anche al Governo di decidere bene e in fretta, andando incontro alle richieste legittime del territorio”.

Nel riportare le dichiarazioni del Segretario nazionale, il Coordinamento regionale del Pd ringrazia Maurizio Martina per l’immediata vicinanza dimostrata. Soprattutto per la serietà con cui sta perorando presso il Governo nazionale la richiesta per lo stato d’emergenza a favore della nostra Regione, dimostrando senso delle istituzioni e grande responsabilità.

“Siamo e saremo al fianco della popolazione e delle istituzioni in questo delicato momento – aggiungono i membri del coordinamento – sostenendo l’amministrazione regionale in tutte le legittime richieste, a partire da quella al Governo di non indugiare ulteriormente, dimostrando con i fatti l’interesse e la vicinanza per il Basso Molise, che ha immediato bisogno di aiuto concreto”.

Vaccini, il diritto alla salute dei bambini non si rinvia Firma la petizione


Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia

Deputati e Senatori,
vi chiediamo di retrocedere dalla recente decisione presa dal Parlamento di rinviare l’attuazione della normativa sull’obbligo vaccinale, varata solo un anno fa.

È una scelta che riteniamo grave e inaccettabile. Per i nostri cari e per tutti i bambini che vivono in Italia.

Il nostro paese ha bisogno di invertire una pericolosa tendenza che ha fatto registrare negli anni un significativo calo delle coperture vaccinali.

Perché è importante?

La scienza e la medicina indicano con chiarezza la direzione di marcia da seguire, al di là delle posizioni politiche di parte, per garantire sempre meglio la difesa della salute di tutti i nostri bambini, anche di quelli immunodepressi che non possono vaccinarsi, e sconfiggere malattie gravi e mortali. I risultati della Legge varata dal governo Gentiloni già si vedono e sono di segno positivo.

Aderiamo in pieno all’appello “Io Vaccino” delle mamme dei bambini trapiantati e quindi, in conseguenza dei farmaci post-trapianto, immunosoppressi.

Sono loro, i più deboli, ad avere bisogno di una copertura vaccinale piena ed estesa. Condividiamo la seria preoccupazione dell’Ordine dei medici il cui presidente ha affermato: “l’emendamento approvato non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”.

È inaccettabile che oggi chi governa lasci spazio alla disinformazione antiscientifica giocando con la salute dei cittadini e dei bambini in particolare. È inaccettabile l’approssimazione con cui si giustificano scelte pericolose per la salute di tutti.

Non si combatte la scienza, si combattono le malattie. Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia. Deputati e senatori, vi chiediamo di non dividervi su un tema come questo e, qualunque sia il vostro orientamento politico, di tutelare la salute dei nostri figli.

Firma la petizione #iononrinvio