Cosib da rottamare, il Partito Democratico chiede di accelerare sul nuovo Arsap

Solo accordi politici e nessuna programmazione ma è ora che sul Cosib si dia una accelerazione con l’istituzione della nuova Arsap, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive”. 
Duro il commento del Partito Democratico in merito alla situazione di stallo che si sarebbe creata al Consorzio Industriale della Valle del Biferno di Termoli. Quella “gallina dalle uova d’oro” di cui si è sentito molto parlare negli ultimi anni. 
Ente capace di “sborsare” 400 euro ad ogni componente del suo direttivo e per ogni singola seduta. Un sistema che secondo il Pd ha fallito ormai da tempo, da quando la politica si è voluta sostituire al tecnico impossessandosi di un ruolo e di una posizione che con molta probabilità non gli appartiene.

Il segretario regionale Micaela Fanelli è intervenuta a Guglionesi in compagnia dei segretari cittadini del Partito Democratico di Termoli, Guglionesi, Campomarino, Petacciato e Portoccanone. 
Quei centri che si affacciano sulla Valle del Biferno e che più sono interessati al rilancio di un’area industriale che al momento sembra al collasso gestionale. Ad introdurre i lavori Pasquale Marcantonio, il Pd sostanzialmente chiede al presidente della regione Paolo Di Laura Frattura di accelerare i tempi e di tirar fuori una volta per tutte dal cassetto la riforma che vedrà protagonista la nuova Arsap.
 Un ente che tutto sommato trova di comune accordo maggioranza e opposizione alla regione. Un passo necessario per accorpare gli attuali tre consorzi industriali del Molise riunendoli in un unico soggetto. “Si chiede – è stato detto – non una semplice riforma dell’ente, ma bensì una vera e propria rivoluzione nella gestione di questi enti”. 
A detta dei presenti le finalità della nuova Arsap sono più che lodevoli, alla base ci sarà una riduzione dei  costi dei servizi e la riduzione dei costi comuni. L’Arsap potrà anche trattare in maniera diretta ed il pubblico potrà arrivare solo in subordine. Il vero intento dichiarato è però quello di snellire e semplificare la politica industriale, spariranno in quest’ottica Fin Molise e Sviluppo Molise. 
Infine ci sarà la gestione diretta delle aree Pip in maniera diretta ed in forma consortile. Un grande passo che secondo il Pd deve essere compiuto nel più breve tempo possibile anche perché nella fase transitoria il nuovo ente non si farà carico delle precedenti gestioni e quindi non saranno “ereditate” attività e passività del Cosib. 
Per l’Arsap è poi previsto la scelta del nuovo direttore generale tramite pubblica selezione mentre il direttore verrà scelto e selezionatoall’interno del personale in servizio nei precedenti consorzi. La proposta a detta dei presenti è l’unica percorribile e bisognerà attuarla nel più breve tempo possibile proprio per superare l’attuale fase gestionale ferma ormai drasticamente al palo. 
Il Partito Democratico è stato molto critico nei confronti degli attuali gestori del Cosib, tuttavia ritiene che non sia ancora troppo tardi per avviare un concreto processo di riordino affinché nuove aziende siano interessate ad insediarvi in un’area che è quasi diventata “fantasma” grazie alla crisi economica contingente ed una gestione che probabilmente non sarebbe riuscita a salvaguardare più del dovuto le aziende stesse.

Le conclusioni, dopo alcuni interventi dalla sala, sono affidate a Micaela Fanelli che considera positivo l’incontro. «La partecipazione, la discussione, il confronto e la critica costruttiva sono il sale della democrazia è l’unico modo per fare squadra». Il sindaco di Riccia fa sue tutte le problematiche sollevate durante gli interventi e aggiunge che «se vogliamo dirla tutta, questa legge così com’è, è anche un po’ vecchiotta rispetto alle politiche industriali attuali e alla riforma Delrio». Una legge necessaria per «ridare un indirizzo strategico e un’idea di sviluppo comune all’intera regione». «Una legge - continua Fanelli – che deve interagire con tutte le problematiche regionali perché anche se non sarà il mattoncino su cui si fonderà la rinascita regionale sicuramente sarà la pietra angolare dell’intero territorio regionale».
Il segretario, poi, pone alcuni paletti. «I sindaci devono stare fuori dal futuro Cda ma non possono non essere presi in considerazione; proporremo degli emendamenti per migliorarla ma se questi dovessero aumentare i tempi di approvazione li ritireremo per proporli dopo l’approvazione della stessa; solleciterò i consiglieri e gli assessori regionali del Pd affinché la proposta di legge arrivi quanto prima in consiglio regionale e infine, dato che è il fattore più scottante e il tema più sentito, cercheremo di mettere una soglia salariale attraverso un criterio di merito per ottimizzare i costi dell’intero organigramma».