Decreto per il Sud, occasione per il Molise. Fanelli dopo l’incontro con il Ministro De Vincenti: «Una grande chance per l’area portuale di Termoli e per le nuove imprese»



Ci sono anche misure per aiutare direttamente il Molise nelle “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”, il decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri, in una delle ultime sedute, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.
«E proprio l’incontro con De Vincenti, avvenuto nel pomeriggio di ieri, è servito a chiarire alcuni aspetti legati all’applicazione del decreto per il Molise» spiega Micaela Fanelli, capo delegazione dell'ANCI in Europa.
Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/16) con il quale sono stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali, è in linea dunque con lo sforzo del Governo di attivare interventi di aiuto ad alta intensità al Mezzogiorno. In particolare, il nuovo provvedimento mira a incentivare, anche con risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità, prevede una specifica disciplina per la istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno.
Le ZES saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate per sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, per rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud. In particolare, oltre agli investimenti destinati alle piccole e medie imprese, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, capaci di attrarre “player” internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno. Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance.
«Termoli ha tutti i requisiti per rientrare nella ZES» dice Fanelli. «È importante tuttavia vigilare affinché le caratteristiche del regolamento comunitario al quale la norma fa riferimento si attaglino alla nostra realtà; è altrettanto importante far entrare nella governance della stessa l'amministrazione comunale, così come per le altre zone» dice ancora. 
Attraverso la misura “Resto al sud”, poi, il decreto offre un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, prevedendo, per i giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria - nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi - una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante.
Nel decreto sono inoltre previste ulteriori misure per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo in ragione delle sue specificità.
«E anche questa misura – conclude Fanelli – incide direttamente sul contesto molisano, costituendo una ulteriore risorsa a disposizione del definitivo rilancio economico e occupazionale del Molise».

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