Mi chiamo Tommaso, sono iscritto al Pd e per questo mi avete dato del truffatore. Ora attendo le vostre scuse


Vedete, io sono iscritto al Partito Democratico dal 2012, e da quando ho preso la tessera e l’ho detto pubblicamente come iscritto – semplice iscritto – mi sono beccato di tutto.
Del ladro, del truffatore, del camorrista, del disonesto.
Il tutto come semplice iscritto.
 
Non ho mai chiesto nulla al partito, mai una lira, mai un posto, mai.
Sono diventato presidente del PD di Napoli perché mi sono fatto avanti e ho portato delle ragioni politiche nei confronti del mio partito e di chi ci vota.

 
Ho messo manifesti, dato volantini, fatto gazebo. Durante il referendum a 40 anni e precario ho girato insieme a Luciano Crolla con un pulmino, dalle 7 del mattino alle 11 di sera, mettendo la benzina di sacca nostra, portando avanti i temi che per la riforma a noi erano cari. Senza mai chiedere nulla.
 
Ancora oggi, da presidente, vado in giro per i circoli, a parlare di temi e contenuti, di Rei, di diritti civili e delle cose fatte, sempre mettendo benzina di tasca mia, comprando tranci di pizza prendendo gli spiccioli dalle tasche.
 
E ancora oggi mi subisco gente che continua a chiamarmi ladro, disonesto e mafioso.
 
Il clima artefatto di questi anni ha fatto sì che si mettesse su un piedistallo una forza politica, che loro fossero quelli che lo fanno senza scopi di lucro, per le “gente”, mentre noi lo facciamo per chissà quali fini.
 
Ecco, a me questo da fastidio dello scandalo rimborsopoli di queste ore. La faccia di persone come Martelli e Cecconi che per anni hanno offeso me e tanti militanti che ogni giorno con passione portano avanti il partito, vederli oggi scappare davanti alle telecamere balbettando, con facce da ipocriti, come codardi minacciare di chiamare i carabinieri davanti alle amiche “Iene”.
 
Vedete, io continuerò in questi giorni a girare, di tasca mia, portando avanti un progetto politico, e come me migliaia di militanti in tutta Italia.
 
Io non chiederò la testa delle “mele marce”, ma vorrei delle scuse pubbliche, a tutti noi militanti del PD e dei partiti che per anni avete offeso. Ecco, voglio solo le scuse pubbliche, le scuse per aver infoiato persone verso di noi, verso la nostre idee, verso le nostre passioni.
 
Torno a fare campagna come piace a me, parlando di temi, di cose fatte e da fare, di progetti per il nostro Paese e i nostri figli. Ma attenderò le scuse fino all’ultimo giorno che sarete in giro a prendere in giro le persone.
 
Tommaso Ederoclite
Dal suo profilo Facebook