Pd, operazione sorpasso. Colavita: la storia delle persone farà la differenza



Mettono la freccia. Enrico Colavita e ilcentrosinistra si infilano in corsia di sorpasso, convinti alla fine di potercela fare. Il candidato del Pd nel collegio uninominale al Senato si presenta carico come una molla per il rush finale della campagna elettorale, animato dall’entusiasmo di un bagno di folla, accorsa stamani al Centrum Palace di Campobasso per la convention ‘Avanti’, sfidando il maltempo e la minaccia della nevicata.

14Con lui c’è ogni singolo pezzo della coalizione, candidati e non: dall’assessore Pierpaolo Nagni al governatore Paolo Frattura, agli amministratori, ai sostenitori e ai cittadini del capoluogo, fino alle liste ‘Insieme’, ‘Più Europa’, Civica Popolare. E poi il Pd, il ‘suo’ partito, con una Micaela Fanelli perfettamente a suo agio sul palco, a marcare le differenze tra amministratori e urlatori, tra competenza, qualità, impegno, serietà e proposte da un lato e, dall’altro, “l’assurdità del reddito di cittadinanza, il contrario della dignità del lavoro, che significherebbe stare a casa per prendere mille euro senza far nulla”.

Il copione della convention è uno solo, per tutti. Quello tracciato dall’ospite d’onore della convention, l’europarlamentare dem Andrea Cozzolino, incontenibile dal pulpito: animato com’è da un energia senza pari, nel corso del suo accorato intervento riesce addirittura a spaccare, con un colpo di mano, il leggio allestito per l’occasione e ci scherza su: “A Napoli cose del genere portano bene”.

13“Il centrodestra – ha detto Cozzolino - è diviso su tutto, sarebbe incapace anche di presentare una lista di ministri al Presidente della Repubblica. I Cinque Stelle, invece, da movimento via via sono diventati un partito con tutti i vizi dei vecchi partiti. Loro eleggeranno due gruppi in Parlamento: e uno sarà quello degli ‘espulsi’, persone di cui ci si accorge all’ultimo momento, di cui non si conosce né la storia, né il radicamento. Candidature inventate, non come le nostre, l’esatto opposto. Auspicando un governo Gentiloni bis dalle urne, domenica prossima, l’esponente del Pd ha scommesso sulla vittoria finale, favorita dalla qualità della squadra messa in campo, anche in Molise,” con amministratori capaci e punto di riferimento per il territorio”.