Giù le tasse sul lavoro e costo dell’istruzione: così Zingaretti prepara la contromanovra

Nicola Zingaretti

Ecco il nostro piano per l’Italia in tre mosse. Ora, prima le persone. L’Italia merita di più di selfie e slogan: un intervento shock da 15 miliardi di euro per ridurre davvero le tasse sul lavoro e le differenze tra i salari; una strategia per ridurre l’impatto ambientale e creare 400mila nuovi posti di lavoro. Occupazione verde, legata alla sostenibilità ambientale e alla difesa del pianeta. E infine, la scuola: aumento degli stipendi per gli insegnanti, messa in sicurezza gli edifici, più tecnologia. E abbattiamo il costo dell’istruzione per i redditi medio bassi, perché l’istruzione non può essere un costo che pesa sui bilanci familiari di chi sta peggio

 

******

 

Una cura choc da 15 miliardi di euro per abbattere il peso fiscale sul lavoro e portare nelle tasche dei cittadini con redditi medio-bassi almeno 1500 euro netti in più all’anno. E uno slogan: «Chi vota 5Stelle vota Salvini»: sono i due cavalli di battaglia con cui il Pd intende dare filo da torcere alla Lega e ai 5stelle al Sud, sperando di vincere la sfida per il secondo posto alle Europee. Una «contromanovra» che gli esperti economia del Pd, Piercarlo Padoan in testa, stanno mettendo a punto, studiando le possibili coperture ad hoc: per gettarla sul tavolo in tempo utile per una eventuale caduta del governo.

 

C’è più di un motivo che spinge Nicola Zingaretti a chiedere il voto anticipato: oltre a vedere vicina la fine di questo esecutivo, spingendo dunque perché questo percorso di governo si concluda al più presto, come deve fare ogni leader di opposizione, il segretario del Pd spera anche di poter concludere la transizione: portando in parlamento un partito più a sua immagine e somiglianza, non ancorato all’era Renzi.

È da quel momento in poi che il neo leader potrà disporre pienamente delle sue truppe, fissando a suo piacimento strategia e possibili alleanze, aprendo dunque i giochi a sua unica e insindacabile scelta.

 

Per questo Zingaretti si sta preparando alla bisogna e sta mettendo a punto un «Piano per l’Italia» che sarà l’architrave della prossima campagna elettorale, a cavallo tra le europee e le agognate elezioni politiche anticipate. Che potrebbero essere vicine, come vanno dicendo lui e il presidente Pd Paolo Gentiloni, con cui l’altra sera ha presieduto una riunione a porte chiuse al Nazareno: con capigruppo, vice segretari, membri della segreteria ed ex ministri.

«Abbiamo una strategia e un progetto che va avanti, cresce e mi sembra ci sia una buona risposta anche dei sondaggi», è la considerazione fatta da Zingaretti. «Prima delle primarie eravamo al 16%, oggi stabilmente sopra al 20%. Non mi sembra poco», il perché di questa risalita il segretario lo spiega così: «La nostra linea è stata quella di ricollocare strategicamente il Pd verso il nostro elettorato. Con la crescita economica sempre collegata con l’equità e la giustizia sociale».

 

Ma c’è un altro fattore che a suo dire ha dato la spinta decisiva: «Abbiamo puntato sull’unità. Dallo spappolamento e dalle divisioni di prima siamo passati a una lista unitaria competitiva. Stiamo ricostruendo un campo nuovo, di forze politiche, civiche e sociali. Anche con chi non ne fa parte, tipo la Bonino, i rapporti sono ottimi».

Di questa strategia, rinominata “Uniti ed unitari”, fa parte l’ultimo tassello, riavviare «un dialogo con i sindacati, Confindustria e le associazioni». E se la campagna per le Europee sarà giocata in tandem con i socialisti europei, su Indennità di disoccupazione, Salario minimo europeo, Parità del salario fra uomo e donna, quella per l’Italia conterrà anche un Piano straordinario di investimenti.

 

Il piano per l’Italia, secondo le bozze di un documento ancora riservato, sarà così articolato in tre parti. Si parte con un intervento shock di riduzione delle tasse sul lavoro nell’ordine di circa 15 miliardi di euro (l’equivalente della Flat Tax). Per ridurre un gap con gli stipendi reali di altri importanti Paesi avanzati.

Una manovra di giustizia per dare una boccata di ossigeno ai consumi, altro fronte, il tema dell’Italia sostenibile. Obiettivo: una strategia per ridurre l’impatto ambientale e in grado di creare lavoro di qualità attraverso investimenti e incentivi per la mobilità sostenibile, per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, la messa in sicurezza del territorio, lo sviluppo delle periferie e dell’aree interne. Tradotto, circa 400 mila nuovi posti di occupazione “verde”.

 

Altro nodo, la scuola: aumentare gli stipendi degli insegnanti, mettere in sicurezza gli edifici, potenziare la dotazione informatica. Ma soprattutto abbattere il costo dell’istruzione per i redditi medio/bassi per far pesare meno l’istruzione sui bilanci familiari. Con investimenti e agevolazioni si punta a raddoppiare la percentuale degli studenti universitari.

Insomma, un piano che sposta più a sinistra l’asse del Pd e che mira a strappare fasce di elettorato trasmigrate ai SStelle. La compétition è aperta.