Un Primo Maggio insolito, un nuovo valore per la Festa dei Lavoro



Un Primo Maggio insolito, un nuovo valore per la Festa dei Lavoro

Una Festa del Lavoro per milioni di italiani senza lavoro. 
Può sembrare beffardo questo primo Maggio 2020 e invece ancora di più oggi deve essere occasione per riflettere sul tema del Lavoro e trovare soluzioni immediate.
Negli ultimi anni ci siamo concentrati sul tema dei contratti dei lavoratori, sulla precarietà, sulle retribuzioni, sul lavoro nero, sul tema delle donne lavoratrici e dei diritti di tutti i lavoratori. 
Quest’anno tutti questi argomenti sembrano secondari rispetto al dramma che stanno vivendo milioni di famiglie italiane che da un giorno all’altro si sono ritrovate senza lavoro, senza alcuna possibilità di programmare e pensare il futuro, senza alcuna certezza per i propri figli, senza alcuna identità. Sì, perché il lavoro contribuisce fortemente a costruire l’identità di ognuno di noi: si è anche ciò che si fa.
Il ruolo della politica in questo caso è quello di mettere a fuoco il problema e trovare soluzioni. 

Ecco quindi che bisogna ripensare a come sia cambiato il mondo del lavoro in questi anni, (dalla società del lavoro siamo passati alla società dei lavori, dalle catene di montaggio e le officine al ciclo informatico, dei robot e dei computer, del rapporto individuale uomo-tecnologia) e a come sia cambiato negli ultimi due mesi a causa dell’epidemia da coronavirus (con lo smartworking, il lavoro agile, il telelavoro a domicilio, le prestazioni in remoto e altre forme flessibili che non solo permarranno, ma probabilmente conosceranno un’espansione).

Per questo è importantissimo ed urgente mettere in campo un grande programma di investimenti pubblici e privati, utilizzando le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee UE, BCE e BEI e con il Recovery Fund di prossima attivazione.

È in questa stessa direzione che si muovono i provvedimenti assunti dal governo italiano per imprese, lavoratori e famiglie, per mettere tutti nelle condizioni di riprendere la propria attività. E non solo le aziende di media e grande dimensione che pur scontando difficoltà hanno comunque autonomia finanziaria, ma anche e sopratutto le tante piccole imprese che costituiscono la nervatura del sistema produttivo e per proseguire hanno urgente necessità di risorse nuove e rapidamente disponibili. 

A questo si deve accompagnare un'azione di sostegno al reddito per le fasce di maggiore indigenza e precarietà. Quanto più si creerà e garantirà lavoro, tanto più sarà solida e duratura la rinascita dell’Italia, del Molise e sarà più sicuro il futuro di ognuno. 
E solo così questo Primo maggio non apparirà più beffardo ma servirà a ridare un nuovo significato e un nuovo valore alla Festa del lavoro.

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