Consiglio regionale, Pd presenta 'contromanovra'



Una 'contromanovra' a un documento, quello predisposto dalla maggioranza, "sordo e autoritario". Così i consiglieri regionali di minoranza Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla (Pd) definiscono il documento di programmazione economico-finanziaria che proporranno domani in Consiglio durante la seduta per l'esame di Defr 2019-2021, Bilancio di previsione 2019 e pluriennale 2019-2021, Legge di stabilità.

"Per la prima volta nella storia del Consiglio regionale molisano una forza politica di opposizione propone una 'contromanovra', una diversa visione dell'impostazione di programmazione economico-finanziaria del Molise. Un contributo per far comprendere che per discutere di emendamenti e scelte puntuali occorre una visione. Nell'attuale scenario politico - osservano Fanelli e Facciolla - potrebbe sembrare un normale gioco delle parti: la minoranza si limita a dire 'no' e a protestare. In questo caso è diverso, abbiamo deciso di documentare le nostre proposte per fare del Molise un luogo migliore".

Qui in basso il documento scaricabile.
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25 aprile, le colpe di chi alimenta divisioni


La stagione della Resistenza non si esaurisce nel biennio 1943-1945, la sua carica costruttiva si spinge più avanti

 

Le due forze al Governo litigano su tutto, persino sul 25 aprile. L’Italia non merita questa continua polemica e queste provocazioni, specie se toccano i valori fondamentali della nostra democrazia. La festa della Liberazione è una giornata che deve unire, avvicinarci, farci sentire tutti parte di un percorso comune.

Lasciamo stare quindi le polemiche strumentali, gli utilizzi parziali e ipocriti. Chi usa la nostra liberazione per cercare qualche voto in più da ambienti nostalgici o da nuovi militanti di destre in costruzione ha la memoria corta, la vista offuscata da strategie di corto respiro e poco futuro.

Noi siamo pronti a celebrare con tutti i democratici un passaggio chiave della nostra storia, del vissuto comune di generazioni d’italiani. Lo facciamo con convinzione, gratitudine per chi non c’è più e speranza per chi non ha conosciuto pagine di un passato lontano.

Si discute del 25 aprile e delle sue eredità per mettere in discussione l’origine del nostro dopoguerra, le radici della Costituzione, il sigillo di nascita dell’Italia Repubblicana. Chi punta a lacerare il tessuto di una comunità nazionale lo fa per calcoli di bottega alla ricerca di consensi in una perenne campagna elettorale. Ma le radici della Repubblica sono solide, quella festa è al tempo stesso la chiusura di una fase e l’inizio di una nuova storia. La fine del fascismo e delle sue guerre e l’avvio della costruzione di una inedita architettura politico-istituzionale. La stagione della Resistenza non si esaurisce nel biennio 1943-1945, la sua carica costruttiva si spinge più avanti incontrando così le ragioni e le fatiche di una democrazia in formazione.

Sarebbe davvero triste dover ulteriormente assistere al balletto delle presenze alle celebrazioni ufficiali: chi prende le distanze, chi è in dubbio sulla partecipazione e chi invece sottolinea la centralità istituzionale di un tornante fondativo. Ma se le parole giungono da chi ricopre alte cariche istituzionali, da chi rappresenta lo Stato nelle sua funzioni più impegnative e rappresentative allora tali parole sono pericolose, cariche di ambiguità e terribili contraddizioni.

Talvolta le parole sono pietre, segnano il cammino orientando comportamenti, riferimenti ideali, stili di vita. Non possiamo né dobbiamo girarci dall’altra parte. Mentre festeggiamo la liberazione dal nazifascismo prendiamo le distanze da chi vorrebbe ridurre il significato di una svolta sofferta e decisiva, la premessa alla costruzione delle tappe di un lungo dopoguerra. Del resto le radici e le ragioni della sinistra non sono separabili dagli esiti della guerra mondiale, dalle eredità della dittatura, dalla consapevole realizzazione di un perimetro comune, condiviso e inclusivo. Ecco il punto dirimente che ci riguarda a oltre settant’anni di distanza dalla liberazione di Milano e dallo straordinario comizio tenuto da Sandro Pertini in piazza Duomo.

Quella liberazione ha permesso a tutti (vincitori e vinti, fascisti e antifascisti) di trovare uno spazio, un ruolo e una funzione nella nuova Italia in costruzione. Un’apertura di credito e di fiducia nelle italiane e negli italiani, in uno spirito costituente che senza cancellare differenze e scelte individuali traccia una rotta, un senso di marcia che interroga il destino di chi si mette in cammino.

Altro che equiparazioni inaccettabili! Una cosa è la pietas per chi ha perso la vita, per le tante biografie giovani spezzate dalle logiche della guerra civile, altro è mettere sullo stesso piano resistenti e repubblichini, chi sta con la libertà e la democrazia e chi si batte a favore del nuovo ordine hitleriano.

Sarebbe sufficiente richiamare il dialogo che attraversa le pagine de “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino tra il partigiano Kim e Ferriera componente del suo gruppo. Perché ci sono giovani che con tanto ardore combattono sul versante opposto? «Lo spirito dei nostri e quello della brigata nera la stessa cosa?».Kim non sfugge la complessità del quesito: «La stessa cosa, intendi cosa voglio dire, […] la stessa cosa ma tutto il contrario. Perché qui si è nel giusto, là nello sbagliato. Qua si risolve qualcosa, là ci si ribadisce la catena. […] Ma allora c’è la storia. C’è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall’altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro, m’intendi? Uguale al loro, va perduto, tutto servirà se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costituire un’umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi». Questa storia è ancora la nostra sfida in una giornata di festa. Buon 25 aprile!

Antonio Battista riconfermato dalla coalizione di centrosinistra.



La colazione di centro sinistra composta da Partito Democratico, Socialisti, Articolo 1 mdp, + Europa, Centro Democratico, IDV e Federazione dei Comunisti, rinnova la propria fiducia ad Antonio Battista come candidato sindaco per la Città di Campobasso.

L’ampia unità e le nuove priorità programmatiche condivise, consentiranno di completare  il percorso avviato con rinnovato slancio. 

Il Segretario del Partito Democratico

Vittorino Facciolla

L'Agnonese Caterina Cerroni candidata alle Europee nel PD in quota GD


Ci siamo!

Le elezioni europee di maggio rappresentano un punto di svolta per il futuro del nostro continente. Sono una battaglia a cui non vogliamo sottrarci.
Intendiamo impegnarci per un’Europa che garantisca opportunità di vita diffuse e protezione nei momenti di bisogno, che contrasti le diseguaglianze, la precarietà del lavoro, la disoccupazione giovanile.
Un’Europa che sappia accogliere e integrare, superando gli egoismi nazionali, e parlare in modo autorevole al mondo. Un’Europa che metta un motore sostenibile alla crescita e promuova la qualità della vita delle persone e la tutela dell’ambiente. Queste ed altre sono le nostre direttrici di marcia per una nuova Europa. Ma a favore di questa battaglia non mettiamo solo le nostre idee. Ci mettiamo anche le nostre gambe e il nostro cuore.

Per questo siamo felici di esprimere, nella lista del Partito Democratico nella circoscrizione dell’Italia meridionale, la candidatura di Caterina Cerroni, responsabile Europa dei Giovani Democratici e vicepresidente dell’Unione Internazionale dei Giovani Socialisti.

Insieme a Caterina animeremo manifestazioni, incontri, momenti di confronto per rendere protagonista della nostra campagna elettorale una nuova generazione.
Abbiamo bisogno di tutto il sostegno possibile perché le sirene delle destre non l’abbiano vinta e un’Europa giusta e solidale possa affermarsi nei prossimi anni.

Il Dipartimento Pari Opportunità del PD Molise dice la sua sulla Congresso delle famiglie.



La famiglia, l’istituzione primaria alla base della società italiana. Ne abbiamo sentito tanto parlare in questi ultimi giorni. Si è infatti appena concluso a Verona il Congresso Mondiale della Famiglia, il cosiddetto World Congress of Families, WCF. Moltissimi gli ospiti nazionali ed internazionali che non hanno mancato di portare il loro supporto alle nobili tematiche affrontate dal 29 al 31 marzo quali la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, la salute e la dignità della donna, la tutela giuridica della Vita e della Famiglia, le politiche aziendali per la famiglia e la natalità e così via. 

Argomenti importanti, fondamentali per affrontare le sfide quotidiane che la società moderna ci impone. Una società ordinata e regolamentata da principi cardini chiari e precisi, frutto di lotte e battaglie continue conquistate con il passare del tempo. Eppure, ciò a cui abbiamo assistito in questi giorni altro non è stato se non una grottesca pantomima che ci ha teletrasportato nell’era più buia ed oscura che il nostro Paese potesse mai vivere.

È per questo che il neo costituito Dipartimento Pari Opportunità della Segreteria Regionale del Partito Democratico del Molise ha sentito chiara e forte la necessità di esprimere la propria opinione riguardo a quanto accaduto.

Mettere in dubbio la libertà di scelta su tematiche quali aborto, matrimonio e divorzio significherebbe annullare di colpo tutte le conquiste sociali che si sono avute a partire dagli anni ’80.

In una società inclusiva multiculturale ed in continua evoluzione come quella attuale, concepire l’istituto della famiglia come qualcosa di puramente tradizionale non è possibile. La famiglia ha luogo dove c’è l’amore ed è questa l’unica cosa importante. E non è consegnando ai partecipanti di un congresso gadget di un feto che si impara ad amare.

Dovremmo piuttosto ragionare sulle politiche concrete senza intaccare le libertà individuali.

Ed è quello che il nostro dipartimento si propone di fare.

 

Le componenti del Dipartimento Pari Opportunità

Benedetta De Lisi, Marialina Zucaro, Antonella Tolomei